Milano e Lions Club in prima linea nella raccolta degli occhiali usati

La metropoli lombarda si fa promotrice di un’iniziativa che trasforma occhiali dismessi in opportunità visive per chi ne ha bisogno. Palazzo Isimbardi, storica sede della Città metropolitana di Milano, accoglie il primo dei tre raccoglitori di occhiali usati nell’ambito del progetto “Dona i tuoi occhiali usati”, frutto della sinergia tra l’amministrazione milanese e il Distretto 108 Ib4 Milano Città Metropolitana Lions Club.
L’incontro avvenuto mercoledì 5 marzo ha segnato l’avvio ufficiale di questa collaborazione tra istituzioni e terzo settore. Il vicesindaco Francesco Vassallo ha accolto una delegazione Lions guidata dal Governatore Rossella Vitali, insieme a Mauro Imbrenda, Presidente del Centro Nazionale raccolta occhiali usati, Elisabetta Benatti del Lions Club Milano Colonne di San Lorenzo e Antonio Nitti, Officer distrettuale.
Dietro il gesto apparentemente semplice di donare un paio di occhiali inutilizzati si nasconde un meccanismo virtuoso: gli occhiali raccolti verranno puliti, catalogati secondo gradazione e infine distribuiti nei Paesi in via di sviluppo, dove l’accesso a dispositivi ottici rimane un lusso inaccessibile per molti.
«Le nostre sedi ospiteranno i raccoglitori dove i cittadini potranno donare occhiali che possono avere una nuova vita», ha dichiarato Vassallo, sottolineando come l’iniziativa abbracci anche le necessità interne, con il “Progetto Italia” che prevede la fornitura gratuita di occhiali a famiglie bisognose e istituzioni, inclusi i dipendenti dell’ente metropolitano in difficoltà economiche.
«Con orgoglio Milano è la prima realtà con cui collaboriamo e auspichiamo che sia di esempio per tutte le altre realtà italiane», ha affermato Imbrenda, mentre Vitali ha evidenziato l’importanza dell’alleanza tra istituzioni e volontariato su questo terreno d’intervento sociale.
Un piccolo gesto di riciclo che si trasforma in visione del mondo per chi altrimenti ne sarebbe privato: la solidarietà metropolitana milanese guarda lontano, oltre i confini nazionali, trasformando oggetti dismessi in ponti di speranza verso chi ha bisogno di vedere meglio il proprio futuro.